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Convinzioni limitanti, 3 modi per fermarle

convinzioni limitanti

C’è un detto in India che recita pressappoco così: l’uomo non soffre per la sua schiavitù, soffre la propria libertà.

In effetti come dar torto a questo assunto? Se si patisce per delle costrizioni imposte da altri questa condizione tormentosa avrebbe decisamente un senso ma, per come stanno le cose per la maggior parte delle persone, la sofferenza di cui ci lamentiamo sembra essenzialmente imposta da noi a noi stessi.

Nessuno ci impone comportamenti scriteriati e afflizioni gratuite, il normale comportamento umano sul pianeta sembra più una tendenza masochistica che una malattia oggettiva.

Si, per noi, ultimo modello di una generazione caucasica rappresentante il modello di benessere di più successo al mondo, le ambasce nascono da una specie di auto afflizione che ci provochiamo quotidianamente.

Un po’ alla maniera dei cristiani infervorati che si percuotevano col cilicio in modo da espiare i presunti peccati di cui si sentivano colpevolmente oppressi. 

Sappiamo cosa pensiamo?

Per una corretta vita sociale fin da piccoli i nostri genitori, e dopo di loro i preti, gli insegnanti ed i politici, ci hanno imbottito di regole e divieti che, volenti o nolenti, abbiamo dovuto deglutire e far nostri.

È stato il prezzo da pagare per poter essere considerati a tutti gli effetti rispettabili personaggi pubblici ed aver così assicurato l’accesso a tutti i confort che questo ruolo comporta: accudimento e protezione da parte della comunità.

Tu dai a noi la tua individualità e noi in cambio ti diamo sicurezza e identità.

Perché in effetti, cosa ci dipinge nel mondo se non ciò che pensiamo?

E se siamo consoni al pensiero dominante, e qui non si intende di un colore politico o religioso ma la dinamica compulsiva che ci fa identificare con ciò che ci passa per la testa, tratto comune ad ogni bravo cittadino, abbiamo diritto a vivere una vita dominata da una certa dinamica di pensiero comune a tutti.

È una semplice dinamica di pigra sottomissione alla cultura ed alle convinzioni della nostra epoca.

Se tutti pensiamo allo stesso modo, mossi dalle stesse paranoie e affettati dallo stesso stress, ecco che così ci sentiamo finalmente a casa! 

Stare attenti a ciò che pensiamo

L’educazione ci ha messo dei paletti, degli avvisi in cui ci viene intimato di non trasgredire.

Quante volte ci è arrivato un pensiero del tipo: “ah questo non potrò mai esserlo”, oppure “e no, quest’altro non riuscirò mai a farlo”?

Se avessimo cura di assistere a ciò che pensiamo invece di ripetere costantemente quello che eravamo nel passato perpetuandolo così attraverso il presente nel nostro futuro, avremmo di sicuro delle grosse sorprese.

Ogni volta che ci diciamo che siamo fatti in un certo modo siamo clinicamente morti: ci siamo identificati in quella menzogna ed abbiamo ucciso sul nascere qualsiasi positiva sorpresa ci potesse capitare da lì in avanti.

Immaginate quale potrebbe essere l’afflizione di un’onda che crede di essere separata dall’oceano la sofferenza?

Ci siamo rinchiusi in un recinto psicologico che, se da un lato ci da l’illusoria sicurezza di rimanere per sempre quella data immaginaria persona che crediamo di essere, dall’altro ci impedisce di essere chi davvero siamo, performanti e felicemente padroni della nostra vita.

Se ci convinciamo di non essere all’altezza di qualcosa o meritevoli di poter essere felici, come potremo mai sperare di essere felici, di raggiungere nuove altezze di comprensione e di nuovi successi mondani nella nostra esistenza? 

Dal pensiero all’assenza di pensieri

Una volta che grazie al Metodo Magrin prendiamo atto delle dinamiche che regolano la nostra mente, quando cominceremo a togliere ciò che ci ammorba nella testa e nel corpo, avremo un upgrade della nostra capacità di comprensione delle cose.

Se un attimo prima eravamo sopraffatti da una valanga di pensieri che non ci lasciava il tempo di respirare, un attimo dopo, con una semplicità sbalorditiva di applicazione, mettendo in pratica il Metodo capiamo di poter ritornare padroni delle nostre vite e di regolare il traffico nella nostra mente.

Togliendo strato dopo strato le convinzioni negative e limitanti che minavano la nostra vita, passeremo dal caos di pensieri incontrollati caratteristici delle nostre giornate tipo ad uno stato privo di pensieri.

Questo non vuol dire che giaceremo inebetiti da qualche parte senza più la capacità di fare anzi, sarà l’esatto contrario.

Solo una mente completamente sgombra di quella infernale commistione tra pensiero e sensazione fisica che ci tiene intrappolati e che il Metodo chiama “Loop”, ci permetterà di guardare dritto in faccia alle cose così come realmente stanno, non come ci eravamo erroneamente imposti che fossero.

Ritorneremo padroni di noi stessi, capaci di fare in ogni evenienza la scelta giusta con la giusta dose di energia per portare a termine ogni obbiettivo che ci saremo prefissati.

Siamo esseri meravigliosi, con talenti e capacità tutte da esplorare e conoscere.

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